La "nuova" psicologia
Il termine psicologia significa “studio dell’anima”. La psicologia si occupa fondamentalmente dei processi della mente, del comportamento e delle relazioni umane.
Prima che nascesse la psicologia, per studiare le funzioni mentali si ricorreva alla fisiologia (che studia la natura umana).
Il grande filosofo Aristotele (384-322 a.C.) fu il primo ad aver condotto gli studi sulla natura umana e su alcune funzioni della mente. Secondo Aristotele l’anima giuda il corpo e svolge tre funzioni:
-anima vegetativa: regola le funzioni più elementari del corpo (nutrizione, crescita e riproduzione) ed è presente nelle piante, negli animali e negli uomini;
-anima sensitiva: permette di sentire e percepire ed è propria di animali e uomini;
-anima intellettiva: consente di formulare concetti e pensieri e appartiene solo agli essere umani;
Un altro importante contributo è stato quello del filosofo francese René Descartes (1596-1650) , conosciuto come Cartesio. Lui si concentrò sullo studio del comportamento umano, concepito come un’ interazione tra l’anima e il corpo. Nel suo “Trattato sull’uomo” (1637) Cartesio dimostrò che gran parte dei comportamenti umani, è spiegabile senza dover tirare in ballo l’anima, bensì in termini puramente meccanici. Alcuni comportamenti, come il pensare e progettare, potevano infatti essere spiegati solo come conseguenze dell’intervento dell’ anima.
Gustav Fechner (1801-1887) fu uno dei primi scienziati che intraprese ricerche in laboratorio di carattere psicologico. Insieme al suo maestro, che era un fisiologo tedesco, Ernst Heinrich Weber (1795-1878), costruirono un vero e proprio modello teorico, che divenne il primo fondamento della psicofisica: la legge di Weber-Fechner. Questa legge si basava sull’assunto per cui la mente (psiche) non può essere indagata direttamente, ma solo indirettamente: cioè si può misurare e descrivere il rapporto tra uno stimolo fisico e reale (materiale) e la sensazione corrispondente (immateriale).
La nascita della psicologia come vera e propria scienza risale al 1879, quando lo scienziato Wilhelm Wundt (1832-1920) fondò a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Nel 1896 pubblicò il suo “Compendio di psicologia” e affermò che per la ricerca in psicologia sono fondamentali:
-il metodo sperimentale, che si basa sull’intervento dell’osservatore, che manipola e controlla i processi psichici presi in esame;
-l’osservazione, ritenuta adeguata per i prodotti dello spirito (i costumi, le lingue e le rappresentazioni mitologiche) che non possono essere manipolate liberamente dal ricercatore;
Secondo Wundt grazie all’introspezione, cioè l’autoosservazione all’interno della nostra mente, è possibile comprendere come si formano le percezioni. Questa tecnica consisteva in una descrizione esatta da parte del soggetto dei suoi processi mentali di fronte a uno stimolo esterno, cioè un preciso resoconto verbale di tutto ciò che sentiva.
La prima scuola di psicologia nacque grazie a un allievo di Wundt, Edward Titchener (1867-1927). Aveva come obiettivo l’indagine della struttura della mente, per questo il suo approccio è chiamato strutturalismo. Lui intendeva studiare le varie componenti del sistema nervoso e come operassero insieme nella percezione di un fenomeno.



