venerdì 30 maggio 2025

Il linguaggio



Il linguaggio verbale viene utilizzato dall’uomo. L’uomo comunica attraverso diversi tipi di linguaggio che gli permette di trasmettere informazioni e conoscenze. In alcune situazioni ci possono essere dei fraintendimenti, ovvero la confusione tra ciò che si vuole dire e il modo con il quale lo si dice. Il linguaggio è uno strumento principale di comunicazione e ne esistono vari tipi. 


Il linguaggio umano è caratterizzato da 2 proprietà: 

1. Arbitrarietà, ovvero sistemi basati su un accordo. 

2. Produttività/Ricorsi, ovvero il consenso di introdurre nuovi simboli. 

Gli esseri umani sono l’unica specie a utilizzare il linguaggio verbale, tutto ciò grazie all’uso della parola. La parola è sviluppata attraverso le corde vocali. Alcuni studiosi sono arrivati a calcolare quasi 7000 lingue però alcune di queste sono usate solo oralmente. La lingua parlata da tante persone in varie zone del Globo viene definita linguaggio globale, per esempio l’inglese.


Diverse discipline hanno contribuito alla ricerca sul linguaggio. Lo studio del linguaggio umano viene chiamato "linguistica". La linguistica si articola in diversi settori:

  • Fonema       ⇒ lo studio dei suoni utilizzati nelle diverse lingue.
  • Morfologia  ⇒ lo studio degli elementi che compongono le parole.
  • Sintassi        ⇒ regole che guidano la formazione delle frasi.
  • Semantica    ⇒ studia il significato delle parole e il rapporto tra significato e significante.

Studiando il significato delle parole, ci si può imbattere nella la neuroscienza e la linguistica, esse hanno dato vita alla Neurolinguistica e alla Psicolinguistica. La neurolinguistica studia le basi anatomiche e fisiologiche del linguaggio. La psicolinguistica studia il linguaggio dal punto di vista della produzione e della sua comprensione.

La struttura del linguaggio verbale è formata da:

↠ Foni, ovvero suoni linguistici emessi dall’uomo che possono essere trascritti con l’alfabeto. 

↠ Fonemi, ovvero l' unità sonora minima funzionale a distinguere le parole utilizzate dai non parlanti. Alcuni fonemi possono non esistere in tutte le lingue.

↠ Morfemi, ovvero l’unità minime di significato formato dall’insieme dei fonemi. Possono essere parole intere o pezzi di parole. I morfemi si uniscono tra loro formando le frasi.

⚠I testi e i discorsi compongono l’insieme di frasi e il contesto del linguaggio. Tramite la sintassi possiamo tradurre il pensiero in linguaggio verbale e viceversa. Tramite la grammatica invece questa non è possibile, una frase può essere grammaticalmente corretta ma senza un contesto, non ha senso. Possiamo trovare il contesto che è l’insieme dei diversi fattori che costituiscono la situazione in cui viene il discorso. Il contesto extra linguistico comprende: la conoscenza base dell’argomento e le informazioni sugli eventi, persone, tempi e luoghi. ⚠ 



La teoria degli atti linguistici afferma che il significato può cambiare anche in base all’enunciazione dell’argomento. John Austin sostiene che parlare equivale ad agire e dice che ogni enunciato comprende:

  • Atto Locutorio, ovvero la pronuncia del messaggio.
  • Atto il locutorio, ovvero l’azione che l’emittente intende compiere attraverso il messaggio.
  • Atto perlocutorio, ovvero l’azione che il messaggio produce sul ricevente.


I lapsus linguistici: il termine lapsus significa "caduta", esso è un errore che viene fatto involontariamente dalla persona che sta parlando. Il lapsus linguistico consiste nel dire una parola o una lettera che si voleva dire ma poi viene sostituita da un’altra. Il lapsus contestuale avviene quando nel dire una frase si invertono le posizioni delle parole per esempio apri la luce e accendi la porta. Il lapsus non contestuale avviene quando la parola che si dice per sbaglio non ha alcun legame con tutto il discorso. Il lapsus freudiano avviene quando l’errore involontario commesso nel parlare rivela le proprie intenzioni e idee come i segreti.


Alcune persone hanno difficoltà a parlare, scrivere, leggere o capire. Questi problemi si chiamano disturbi del linguaggio e possono avere origini diverse. Questi disturbi sono delle difficoltà che iniziano già da piccoli nei primi anni di scuola e non dipendono da pigrizia o intelligenza ma da come funziona il cervello. Esistono vari tipi di disturbi del linguaggio:

- Dislessia, ovvero la difficoltà nella lettura. Per esempio, il bambino legge lentamente, salta lettere o        parole.

- Disgrafia, ovvero la difficoltà nella scrittura. Per esempio la scrittura è molto disordinata, irregolare e    con lettere fatte male.

- Disortografia, ovvero errori nella scrittura delle parole. Per esempio si scambiano le lettere come Q e    G o C e K.

- Discalculia, ovvero la difficoltà con i numeri e i calcoli. Per esempio il bambino fa errori nei conti e       non capisce bene i problemi matematici. 

Alcuni disturbi possono anche essere causati da danni al cervello, questi vengono chiamati "afasie" e possono nascere dopo un danno cerebrale, per esempio dopo un ictus. Anche essi possono essere di vari tipi:

Afasia di Broca, ovvero la difficoltà a parlare correttamente: il linguaggio è telegrafico, ovvero               mancano articoli e verbi e frasi complete. Chi ne soffre capisce bene, ma fa fatica a esprimersi.

- Afasia di Wernicke, ovvero il contrario, si riesce a parlare fluentemente ma le frasi non hanno senso e      chi parla non se ne accorge.

- Agnosia uditiva, ovvero chi ne soffre non riesce a riconoscere i suoni del linguaggio perciò sente, ma      non capisce.

- Asemìe, ovvero la difficoltà nel riconoscere i segni scritti come parole o numeri.

- Balbuzie, ovvero la difficoltà nella fluidità del linguaggio: la persona si blocca, ripete suoni e fa              lunghe pause involontarie.

L’analfabetismo è la mancanza delle capacità di leggere e scrivere oppure l’incapacità di capire quello che si legge anche se si sa leggere tecnicamente. Esistono 2 tipi:

Analfabetismo strumentale: la persona non sa leggere o scrivere. In Italia è molto basso, circa 1%.

 Analfabetismo funzionale: la persona sa leggere e scrivere ma non capisce bene i testi o non sa usare le informazioni nella vita quotidiana, per esempio non sa leggere una bolletta e non capisce un foglio informativo. 






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