sabato 25 gennaio 2025

La percezione


La percezione é un processo psichico che ha lo scopo di identificare, ordinare e classificare gli stimoli sensoriali proveniente dal mondo esterno.
 
La percezione è preceduta sempre dalla sensazione (= ovvero la registrazione immediata, inconsapevole e non elaborata di dati).
Segue poi il fenomeno dell'attenzione (= ovvero ci permette di selezionare stimoli differenti).


La soglia della sensazione ha delle caratteristiche e può essere: 

- Assoluta  Ognuno dei nostri 5 sensi può solo prendere degli stimoli per cui è incaricato (non si può ascoltare un profumo o mangiare un colore).
- Differenziale  Qualsiasi stimolo fisico deve raggiungere un livello minimo per essere colto che è il limite al di sotto del quale gli stimoli non vengono avvertiti.


Gli stimoli che provengono dai nostri sensi vengono poi elaborati tramite la percezione (= è responsabile alla collezione e programmazione in tempi brevi di una grande quantità di informazioni). Grazie alla percezione noi possiamo interagire con la realtà. 





Hermann von Helmholtz (1821-1894) fu uno dei primi studiosi che si occupò della percezione, per tanto arrivò a formulare la teoria empiristica (deriva dalla parola greca empeiria ovvero "esperienza"). Secondo lo studioso la percezione è resa possibile tramite l'esperienza, che deriva dai contatti con il mondo esterno. (esempio: noi solamente grazie all'esperienza sappiamo che un libro è rettangolare, che ha delle pagine su cui ci sono delle terre e nelle pagine possiamo trovare l'alternarsi dei colori bianco e nero). Le inferenze inconsce secondo Helmholtz non sono altro che le nostre ipotesi. Le chiama cosi siccome la nostra mente formula solamente delle supposizioni. 




La teoria della Gestalt indaga principalmente sul funzionamento dei processi percettivi degli esseri umani. Il termine Gestalt deriva dal tedesco e significa "forma/struttura unitaria". Il motto principale di questa teoria è che il tutto è diverso dalle singole parti questo vuol dire che lo stimolo ha un determinato significato che gli viene assegnato dalle singole parti che lo compongono. Inoltre la teoria della Gestalt ruota intorno al concetto delle leggi percettive. Tali leggi sono innante nella persona e ci permettono di capire cosa stiamo osservando. Queste leggi si suddividono in più parti:

- legge della vicinanza: Le cose che sono vicine tra loro o si assomigliano vengono viste dal nostro cervello come un unico insieme. Più sono vicine, più ci sembrano unite.



- legge della somiglianza: Gli elementi che si assomigliano vengono percepiti come un unico insieme, soprattutto se sono molto simili.

- legge della chiusura: Il nostro cervello vede delle linee chiuse come un’unica forma. Se manca qualche pezzo, tende a completarlo da solo immaginandoselo, per chiudere la figura.



- legge del destino comune: Le persone hanno l'abitudine di radunare gli elementi che si muovono in sincronia.                               

- legge della "buona forma": Tendiamo a vedere le forme nel modo più semplice possibile, seguendo la direzione più naturale.



- legge dell'esperienza passata: Le cose che abbiamo già visto insieme in passato tendiamo a percepirle come un'unica cosa.




I fattori strutturanti, che sono comuni in tutti gli esseri umani, sono regole che organizzano i dati sensoriali per renderli riconoscibili. Inoltre si possono classificare in 3 modi:

- Organizzazione figura-sfondo: Percepiamo la realtà grazie alla figura (in primo piano) e sfondo (in secondo piano).    
   



- Costanza della grandezza: E' la nostra tendenza a percepire gli oggetti sempre della stessa dimensione, anche se la loro immagine cambia. Ciò che importa non è solo quello che vediamo, ma anche il rapporto tra diversi indizi, come la distanza e la grandezza. 




- Costanza della forma: Questo fenomeno ci permette di riconoscere oggetti e persone anche se li vediamo da angolazioni diverse e la loro forma sembra cambiare.

                  






James Gibson (1904  - 1979) ampliò la sua teoria ecologica della percezione che afferma che
tutto ciò che percepiamo è già contenuto negli stimoli che ci circondano. Questo significa che il nostro cervello non ha bisogno di fare complicati ragionamenti per interpretare il mondo, perché le informazioni sono già lì, pronte per essere colte direttamente dai nostri sensi. Secondo questa teoria l'ambiente esterno ci offre l' affordance (ovvero "invito") che ci fornisce forti suggerimenti per il funzionamento delle cose che ci circondano.




A partire dal 1950 si sviluppò una nuova corrente di pensiero New Look on Perception (ovvero "Uno sguardo nuovo sulla percezione") la percezione veniva vista come un processo complicato, influenzato dalle caratteristiche personali e dalle differenze tra le persone. Jerome Bruner (1915 - 2016) afferma che la percezione è influenzata da aspettative e motivazione/bisogni che ogni singolo individuo ha bisogno. Questo significa che ognuno di noi vede le cose in modo diverso. Secondo la New Look on Perception, la percezione è un processo:
attivo  perché i bisogni del soggetto agiscono sulla percezione.
indiretto perché  ciò che vediamo dipende sia dagli stimoli esterni che dalle nostre caratteristiche personali.







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