lunedì 9 giugno 2025

L'intelligenza

Definire e misurare l'intelligenza:



 Non esiste una definizione unica per l'intelligenza, perché essa comprende tante abilità diverse: dalla capacità di ragionare, a quella di risolvere problemi, fino alla comprensione del linguaggio o alla memoria.

Per cercare di studiare e “misurare” l’intelligenza, gli psicologi hanno creato dei test d’intelligenza. Questi test sono strumenti che permettono di valutare, in modo oggettivo, alcune abilità cognitive. I primi test di questo tipo sono stati ideati da Alfred Binet, uno psicologo francese.   

I principali strumenti per misurare l’intelligenza sono :

Scala Stanford-Binet (1916): Questa scala è una delle prime che ha cercato di misurare l’intelligenza. Permetteva di calcolare il Q.I. (quoziente d’intelligenza) confrontando l’età mentale con l’età cronologica della persona.                                                                                                                 Se, ad esempio, un bambino di 8 anni rispondeva come un bambino di 10, il suo Q.I. risultava superiore alla media.        



   




Scala Wechsler (1939): Ha introdotto un altro modo di misurare l’intelligenza. Invece di confrontare età mentali, lui confrontava la prestazione della persona con quella media delle persone della stessa età. Il test includeva prove verbali (con parole) e non verbali (con immagini, simboli...), quindi era più completo.                                                                                                                                            Esempio: spiegare il significato di una parola, oppure completare un disegno.


Scala WAIS IV (2008): È una versione moderna del test di Wechsler, usata soprattutto per adulti. Misura il Q.I. totale (Q.I.T.) sulla base di quattro competenze cognitive: 

1. Comprensione verbale

2. Ragionamento visivo

3. Memoria di lavoro

4. Velocità nel rispondere

Esempio: ricordare una sequenza di numeri o trovare cosa manca in un disegno.



Autori e teorie sull'intelligenza:

Nel tempo, diversi studiosi hanno proposto teorie per spiegare meglio cosa sia l’intelligenza. Ecco i principali autori e le loro idee:  

Spearman – Teoria fattoriale: Spearman è stato uno dei primi a studiare scientificamente l’intelligenza. Secondo lui, l’intelligenza è formata da un fattore generale (g) che rappresenta la capacità mentale generale, cioè quanto una persona è in grado di capire, ragionare e risolvere problemi in generale. Accanto al fattore g, ci sono anche dei fattori specifici (s), che riguardano abilità particolari, come il calcolo, il linguaggio, la memoria.







Guilford – Intelligenza multifattoriale: Guilford ha proposto un modello molto più complesso: l’intelligenza non è una sola cosa, ma nasce dall’incrocio tra 3 elementi:

  1.  Operazioni, cioè i tipi di processi mentali, come memorizzare o valutare.
  2.  Contenuti, cioè il tipo di informazioni: visive, simboliche, semantiche.
  3.  Prodotti, cioè i risultati dei processi mentali.

Da questo modello nasce il famoso cubo di Guilford, che identifica 120 tipi diversi di intelligenza (in alcune versioni anche di più).







Gardner – Teoria delle intelligenze multiple: 
Gardner ha rivoluzionato l’idea tradizionale di intelligenza proponendo che non esiste un solo tipo di intelligenza, ma nove tipi diversi, ognuno con le sue caratteristiche:






 Goleman – Intelligenza emotiva: Goleman si è concentrato su un altro tipo di intelligenza: l’intelligenza emotiva. Secondo lui, essere intelligenti non significa solo sapere o ragionare bene, ma anche saper riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Questo tipo di intelligenza è fondamentale nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, nel lavoro e nella scuola.                      Esempio: una persona che riesce a calmare un amico arrabbiato sta usando l’intelligenza emotiva.


L'intelligenza artificiale:

L’intelligenza artificiale (A.I.) è una disciplina della scienza che si occupa di costruire macchine capaci di comportarsi come un essere umano, almeno dal punto di vista dell’intelligenza.

L'obiettivo principale è quello di creare una macchina che abbia un’intelligenza simile a quella dell’uomo.


Esistono 2 tipi di intelligenza artificiale:

1. A.I. debole: sono software progettati per compiti specifici (es. assistenti vocali, chatbot, sistemi di guida autonoma). Loro non “pensano” come un essere umano.                                                    Esempio: Siri risponde alle domande, ma non capisce davvero.

2. A.I. forte: sarebbe in grado di riprodurre il pensiero umano, cioè ragionare, capire, provare emozioni. Al momento, non esiste ancora realmente.                                                                                    Esempio teorico: un robot che ragiona, prova emozioni, prende decisioni (ma oggi non esiste ancora così).


Esisitono due idee diverse su questo argomento:

Pensiero riduzionista: crede che la mente umana possa essere riprodotta da una macchina, se si capiscono e riproducono tutti i suoi meccanismi.                                                                                      Esempio: se capiamo il cervello, possiamo copiarlo in un computer.

Pensiero antiriduzionista: sostiene invece che la mente umana è troppo complessa e unica per essere imitata completamente da una macchina.                                                                                Esempio: una macchina può rispondere, ma non capirà mai cosa vuol dire essere tristi o felici davvero.


L’intelligenza artificiale è quando si cerca di costruire una macchina o un programma che pensa come un essere umano.






venerdì 30 maggio 2025

La comunicazione

 Comunicare = significa mettere in comune, ovvero condividere informazioni, pensieri e emozioni con qualcun altro. La comunicazione può avvenire tra animali, piante e ovviamente esseri umani.


Gli esseri umani hanno una predisposizione naturale a relazionarsi con gli altri. Già i neonati mostrano interesse verso le persone più che verso gli oggetti. Noi umani comunichiamo usando segnali naturali o culturali e segni codici condivisi. Fin dalla nascita i bambini possiedono sistemi di segnalazioni come gesti, espressioni e suoni che attivano anche una risposta negli adulti. Un bambino riesce a comunicare emozioni prima ancora di saper parlare come per esempio sorridere o piangere. 


Lo sviluppo del linguaggio: All’inizio il bambino produce comportamenti che non sono ancora comunicativi volontari. Poi impara a usare azioni con uno scopo come gli atti comunicativi. Solo dopo arriva il linguaggio vero e proprio. I bambini imparano anche quando e come usare la comunicazione in base al contesto.

Nella vita di tutti i giorni siamo sempre immersi in un flusso continuo di comunicazione. Esistono infatti molte forme come l’arte, la musica, il cinema, la pubblicità, i social... La comunicazione è fondamentale per l’esperienza umana infatti, già da piccoli impariamo a capire noi stessi grazie agli scambi comunicativi con gli altri. 


Il modello lineare della comunicazione è stato sviluppato da Claude Shannon e Warren Weaver, loro descrivono la comunicazione come una trasmissione di informazioni tramite le fonti del messaggio da emittente,(=colui che trasmette il messaggio) a destinatario (=colui che riceve il messaggio). Esistono alcuni ❗ PROBLEMI ❗che possono causare una comunicazione non efficacia, come per esempio: il rumore che può disturbare la comunicazione tramite le interferenze, il rumore fisico (ovvero i disturbi di linea) e il rumore psicologico, per esempio gli stati mentali degli interlocutori. 

                                             
                                                 ⬇                                                    

                            Claude Shannon (1916-2001)         Warren Weaver (1894-1978)                 


Oltre al canale uditivo vocale, esistono altri canali naturali attraverso cui si possono trasmettere informazioni il canale visivo cinetico (movimenti , espressioni facciali, gesti..). Esso si divide in:

  • Canale motorio tattile: contatto fisico, stretti di mano, carezze.
  • Canale chimico o olfattivo: gli odori.


Durante un’interazione diversi canali e codici comunicativi, sono attivi contemporaneamente anche senza parlare.

Il modello circolare della comunicazione è un processo dinamico e che presenta due direzioni. Tutti i partecipanti sono attivi e si influenzano a vicenda. Il feedback chiamato anche riscontro è fondamentale per capire se il messaggio è stato ricevuto e interpretato correttamente. Questo modello evidenzia l’importanza dell’interazione continua della risposta reciproca nella comunicazione.


Il modello circolare della comunicazione è il contesto fondamentale per interpretare la comunicazione. Esso è il significato di un messaggio che dipende dal contesto di cui e in cui si verifica, e può influenzare e modificare il contesto.        Alcuni esempi sono: in chiesa i vestiti e i comportamenti sono importanti per mostrare rispetto. Ma anche un semplice messaggio di auguri può migliorare l’umore di chi compie gli anni. Il contesto interno riguarda le idee, i sentimenti e l’esperienze personali esso è influente nella produzione comprensione dei messaggi.

La comunicazione ha varie funzioni, queste sono:

  1.  La fatica, ovvero stabilisce il contatto. 
  2.  La referenziale o informativa, ovvero trasmette le informazioni. 
  3. L'espressiva o emotiva, ovvero trasmette gli stati d’animo. 
  4. L'attiva o persuasiva, ovvero influenza il comportamento, per esempio le pubblicità e le richieste.
  5. La meta linguistica, ovvero fa riflettere sulla stessa lingua, per esempio le definizioni grammaticali. 
  6. La funzione poetica o estetica apprezza la forma e la struttura del messaggio. 

I messaggi possono avere più funzioni. Esempio: Una tua amica ti scrive questo messaggio “stasera esce il nuovo film di Leonardo DiCaprio”, l’informazione che vuole darti l’amica può essere un’informazione pura o un invito a vedere il film. A volte però l’intenzione dell’emittente può essere anche nascosta o può essere interpretata male dal destinatario.

Il linguaggio



Il linguaggio verbale viene utilizzato dall’uomo. L’uomo comunica attraverso diversi tipi di linguaggio che gli permette di trasmettere informazioni e conoscenze. In alcune situazioni ci possono essere dei fraintendimenti, ovvero la confusione tra ciò che si vuole dire e il modo con il quale lo si dice. Il linguaggio è uno strumento principale di comunicazione e ne esistono vari tipi. 


Il linguaggio umano è caratterizzato da 2 proprietà: 

1. Arbitrarietà, ovvero sistemi basati su un accordo. 

2. Produttività/Ricorsi, ovvero il consenso di introdurre nuovi simboli. 

Gli esseri umani sono l’unica specie a utilizzare il linguaggio verbale, tutto ciò grazie all’uso della parola. La parola è sviluppata attraverso le corde vocali. Alcuni studiosi sono arrivati a calcolare quasi 7000 lingue però alcune di queste sono usate solo oralmente. La lingua parlata da tante persone in varie zone del Globo viene definita linguaggio globale, per esempio l’inglese.


Diverse discipline hanno contribuito alla ricerca sul linguaggio. Lo studio del linguaggio umano viene chiamato "linguistica". La linguistica si articola in diversi settori:

  • Fonema       ⇒ lo studio dei suoni utilizzati nelle diverse lingue.
  • Morfologia  ⇒ lo studio degli elementi che compongono le parole.
  • Sintassi        ⇒ regole che guidano la formazione delle frasi.
  • Semantica    ⇒ studia il significato delle parole e il rapporto tra significato e significante.

Studiando il significato delle parole, ci si può imbattere nella la neuroscienza e la linguistica, esse hanno dato vita alla Neurolinguistica e alla Psicolinguistica. La neurolinguistica studia le basi anatomiche e fisiologiche del linguaggio. La psicolinguistica studia il linguaggio dal punto di vista della produzione e della sua comprensione.

La struttura del linguaggio verbale è formata da:

↠ Foni, ovvero suoni linguistici emessi dall’uomo che possono essere trascritti con l’alfabeto. 

↠ Fonemi, ovvero l' unità sonora minima funzionale a distinguere le parole utilizzate dai non parlanti. Alcuni fonemi possono non esistere in tutte le lingue.

↠ Morfemi, ovvero l’unità minime di significato formato dall’insieme dei fonemi. Possono essere parole intere o pezzi di parole. I morfemi si uniscono tra loro formando le frasi.

⚠I testi e i discorsi compongono l’insieme di frasi e il contesto del linguaggio. Tramite la sintassi possiamo tradurre il pensiero in linguaggio verbale e viceversa. Tramite la grammatica invece questa non è possibile, una frase può essere grammaticalmente corretta ma senza un contesto, non ha senso. Possiamo trovare il contesto che è l’insieme dei diversi fattori che costituiscono la situazione in cui viene il discorso. Il contesto extra linguistico comprende: la conoscenza base dell’argomento e le informazioni sugli eventi, persone, tempi e luoghi. ⚠ 



La teoria degli atti linguistici afferma che il significato può cambiare anche in base all’enunciazione dell’argomento. John Austin sostiene che parlare equivale ad agire e dice che ogni enunciato comprende:

  • Atto Locutorio, ovvero la pronuncia del messaggio.
  • Atto il locutorio, ovvero l’azione che l’emittente intende compiere attraverso il messaggio.
  • Atto perlocutorio, ovvero l’azione che il messaggio produce sul ricevente.


I lapsus linguistici: il termine lapsus significa "caduta", esso è un errore che viene fatto involontariamente dalla persona che sta parlando. Il lapsus linguistico consiste nel dire una parola o una lettera che si voleva dire ma poi viene sostituita da un’altra. Il lapsus contestuale avviene quando nel dire una frase si invertono le posizioni delle parole per esempio apri la luce e accendi la porta. Il lapsus non contestuale avviene quando la parola che si dice per sbaglio non ha alcun legame con tutto il discorso. Il lapsus freudiano avviene quando l’errore involontario commesso nel parlare rivela le proprie intenzioni e idee come i segreti.


Alcune persone hanno difficoltà a parlare, scrivere, leggere o capire. Questi problemi si chiamano disturbi del linguaggio e possono avere origini diverse. Questi disturbi sono delle difficoltà che iniziano già da piccoli nei primi anni di scuola e non dipendono da pigrizia o intelligenza ma da come funziona il cervello. Esistono vari tipi di disturbi del linguaggio:

- Dislessia, ovvero la difficoltà nella lettura. Per esempio, il bambino legge lentamente, salta lettere o        parole.

- Disgrafia, ovvero la difficoltà nella scrittura. Per esempio la scrittura è molto disordinata, irregolare e    con lettere fatte male.

- Disortografia, ovvero errori nella scrittura delle parole. Per esempio si scambiano le lettere come Q e    G o C e K.

- Discalculia, ovvero la difficoltà con i numeri e i calcoli. Per esempio il bambino fa errori nei conti e       non capisce bene i problemi matematici. 

Alcuni disturbi possono anche essere causati da danni al cervello, questi vengono chiamati "afasie" e possono nascere dopo un danno cerebrale, per esempio dopo un ictus. Anche essi possono essere di vari tipi:

Afasia di Broca, ovvero la difficoltà a parlare correttamente: il linguaggio è telegrafico, ovvero               mancano articoli e verbi e frasi complete. Chi ne soffre capisce bene, ma fa fatica a esprimersi.

- Afasia di Wernicke, ovvero il contrario, si riesce a parlare fluentemente ma le frasi non hanno senso e      chi parla non se ne accorge.

- Agnosia uditiva, ovvero chi ne soffre non riesce a riconoscere i suoni del linguaggio perciò sente, ma      non capisce.

- Asemìe, ovvero la difficoltà nel riconoscere i segni scritti come parole o numeri.

- Balbuzie, ovvero la difficoltà nella fluidità del linguaggio: la persona si blocca, ripete suoni e fa              lunghe pause involontarie.

L’analfabetismo è la mancanza delle capacità di leggere e scrivere oppure l’incapacità di capire quello che si legge anche se si sa leggere tecnicamente. Esistono 2 tipi:

Analfabetismo strumentale: la persona non sa leggere o scrivere. In Italia è molto basso, circa 1%.

 Analfabetismo funzionale: la persona sa leggere e scrivere ma non capisce bene i testi o non sa usare le informazioni nella vita quotidiana, per esempio non sa leggere una bolletta e non capisce un foglio informativo. 






sabato 26 aprile 2025

Film Remember

“Remember” é un film che racconta la storia di Zev, un anziano affetto da demenza che intraprende un viaggio per rintracciare un criminale nazista responsabile della morte della sua famiglia. Durante il suo cammino, Zev scopre verità scioccanti sul suo passato. 

Il film mette in luce come il passato possa riemergere anche quando sembra sepolto. Invita a riflettere su temi come la memoria, la giustizia e l'identità.



giovedì 27 marzo 2025

La memoria

 La memoria è una delle più importanti funzioni della mente umana indispensabile per le nostre attività, essa conserva le informazioni in modo che possono essere recuperate quando ci servono.



Per esempio:
durante una interrogazione "ricaviamo" dalla nostra mente le varie informazioni che sono necessarie per rispondere alle domande dell'interrogazione.



Nel passato la memoria era indispensabile perché i bambini a scuola non prendevano appunti sui fogli perciò dovevano ricordarsi tutto a memoria.

 

Inoltre la memoria è una funzione mentale attiva e complessa: 

- attiva perché richiede il coinvolgimento della persona 

- complessa perché è un sistema cognitivo che comprende fasi e strutture differenti. 

Esistono 3 fasi principali della memoria: 

1. codifica: ovvero registra l'informazione sotto forma di rappresentazione mentale

2. immagazzinamento: perché percepisce e memorizza le informazioni per un certo lasso di tempo

3. recupero: perché riattiva e recupera le informazioni dai magazzini della memoria.

 Il recupero può avvenire in 2 modi:

- il primo modo è tramite rievocazione/recupero mnetico diretto, per esempio ad una interrogazione bisogna "rievocare" le cose che si hanno studiato

- il secondo modo è tramite riconoscimento/recupero mnetico indiretto, ovvero le informazioni vengono recuperate grazie a uno stimolo associativo per esempio quando guardi una cartolina di una città ti ricordi di essere stato in quel posto



La memoria si suddivide in molti settori:    

 - la memoria sensoriale, essa riesce a registrare le informazioni per alcuni secondi (rumori, gusti, odori..).                                                

Per esempio: in classe cade dal banco una borraccia e provoca un rumore molto forte che la nostra memoria registra per alcuni secondi.  



  - la memoria a breve termine, essa conserva un numero limitato di informazioni per circa 30/20 secondi. 

Per esempio: quando qualcuno ci dice un numero di telefono, nel tempo in cui l'abbiamo sentito fino a quando ce lo appuntiamo.



Deja Vù, è un fenomeno psichico che consente nella sensazione erronea di aver già vissuto un momento o una determinata immagine, ed è anche una sensazione che rievoca una emozione che abbiamo vissuto in precedenza senza averlo immagazzinato nella memoria.
     


 - il modello modale, descrive teoricamente il funzionamento della memoria esso si basa sui vari stadi della memoria distinta.



Per esempio: 
quando parli con una persona e sei interessato all'argomento di cui state parlando grazie al modello modale riesci a ricordarti la conversazione anche per diversi giorni.




- la memoria di lavoro, essa mantiene temporaneamente un informazione che lavora insieme all'attenzione ed elabora informazioni che provengono sia dalla memoria a lungo termine sia dalla memoria a breve termine.


Per esempio: quando vai a fare la spesa al supermercato ti prepari una lista di quello che devi acquistare, scrivi i prodotti in base a quello che vuoi comprare rispetto a dove si trovano i prodotti nel supermercato (ovviamente la frutta si scrive sempre all'inizio perché è la prima cosa che si trova nel supermercato).                                                            



- la memoria a lungo termine, è enorme e infinita e si divide in 2 categorie:

1. la memoria esplicita/dichiarativa che contiene informazioni che vengono richiamate in maniera volontaria e consapevole.                                                                                         Per esempio: ricordarsi una lezione importante .

2. memoria implicita/procedurale riguarda tutte quelle attività che riusciamo a fare senza neanche pensarci.                Per esempio: bere, mangiare, scrivere....    

La memoria implicita si suddivide ulteriormente in: 

1. memoria episodica che è composta da esperienze e ricordi personali.                                                                                Per esempio: la paura dei cani dopo essere stati morsi da un cane. 

2. memoria semantica dove sono custodite le conoscenze generali sul mondo e che va rafforzata con varie ripetizione.                                                                                              Per esempio: i vari contenuti che apprendiamo a scuola. 

3. memoria prospettica che è rivolta al futuro, ricordandoci quali attività svolgeremo i giorni seguenti.                                                                                                                          Per esempio: ricordarsi di fare una telefonata tra 20 minuti  



- L 'oblio, è un'incapacità totale/parziale di ricordare, perché tutte le informazioni che prima possedevamo vengono perse. Esso e necessario per il funzionamento della mente umana, se l'oblio non esistesse il nostro cervello ricorderebbe tutto portandolo al sovraccarico e di conseguenza le nostre energie diminuiscono sempre di più.                Per esempio: tanti studenti ricordano solo il 10% di una lezione scolastica e il 90% delle informazioni vengono cancellate.



 Le teorie dell'oblio: sono teorie che cercano di spiegare il fenomeno dell'oblio, ne esistono 2: 

1. la teoria del decadimento, dice che gli eventi molto lontani vengono dimenticati o ricordati con difficoltà. Questa teoria però non spiega il fatto che a volte gli anziani si ricordano di eventi accaduti nel passato.


2. la teoria dell'interferenza, dice che l'oblio è legato all'interferenza che viene esercitata da informazioni di 2 tipi: 

- interferenza proattiva, ovvero i ricordi vecchi interferiscono con quelli più recenti 

- interferenza retroattiva, ovvero i ricordi recenti interferiscono con quelli passati.

Teorie sulla memoria:

Gli esperimenti di Ebbinghaus:                                                      Lui inventò un metodo sperimentale che porto alla scoperta della curva dell'oblio = è l'andamento naturale della memoria dei dati appresi in un determinato momento.                                              Ciò vuol dire che appena apprendiamo qualcosa di nuovo nelle ore successive non ce lo ricorderemo, invece ce lo ricorderemo e ci verrà in mente nei giorni successivi.

Memoria e apprendimento:                                                  Ebbinghaus oltre ad aver scoperto dei fenomeni relativi al funzionamento dell'oblio scoprì anche dei fenomeni riguardanti l'apprendimento. L'apprendimento per Ebbinghaus è facilitato da: 

- l'effetto seriale dove grazie all'effetto primacy ricordiamo meglio gli elementi iniziali e grazie all'effetto recency ricordiamo meglio gli elementi finali.

- l'effetto del superapprendimento che afferma il fatto che ripetere spesso aiuta la memorizzazione.

- l'apprendimento distribuito che afferma che è meglio suddividere le informazioni da apprendere in tanti piccole porzioni.


Le scoperte di Freud:                                                                                                              All'inizio del 900 Sigmund Freud elaborò una teoria rivoluzionaria. Freud dice che noi le cose non le ricordiamo perché una parte della nostra mente non vuole che alcuni ricordi del passato riaffiorino e  la mente nasconde i nostri pensieri imbarazzanti perché ci fanno sentire in colpa perciò vengono confinati nell'inconscio = che è una specie di magazzino dove abbiamo rinchiuso alcuni dei ricordi in modo da non essere costretti a fare i conti con essi.



sabato 25 gennaio 2025

La percezione


La percezione é un processo psichico che ha lo scopo di identificare, ordinare e classificare gli stimoli sensoriali proveniente dal mondo esterno.
 
La percezione è preceduta sempre dalla sensazione (= ovvero la registrazione immediata, inconsapevole e non elaborata di dati).
Segue poi il fenomeno dell'attenzione (= ovvero ci permette di selezionare stimoli differenti).


La soglia della sensazione ha delle caratteristiche e può essere: 

- Assoluta  Ognuno dei nostri 5 sensi può solo prendere degli stimoli per cui è incaricato (non si può ascoltare un profumo o mangiare un colore).
- Differenziale  Qualsiasi stimolo fisico deve raggiungere un livello minimo per essere colto che è il limite al di sotto del quale gli stimoli non vengono avvertiti.


Gli stimoli che provengono dai nostri sensi vengono poi elaborati tramite la percezione (= è responsabile alla collezione e programmazione in tempi brevi di una grande quantità di informazioni). Grazie alla percezione noi possiamo interagire con la realtà. 





Hermann von Helmholtz (1821-1894) fu uno dei primi studiosi che si occupò della percezione, per tanto arrivò a formulare la teoria empiristica (deriva dalla parola greca empeiria ovvero "esperienza"). Secondo lo studioso la percezione è resa possibile tramite l'esperienza, che deriva dai contatti con il mondo esterno. (esempio: noi solamente grazie all'esperienza sappiamo che un libro è rettangolare, che ha delle pagine su cui ci sono delle terre e nelle pagine possiamo trovare l'alternarsi dei colori bianco e nero). Le inferenze inconsce secondo Helmholtz non sono altro che le nostre ipotesi. Le chiama cosi siccome la nostra mente formula solamente delle supposizioni. 




La teoria della Gestalt indaga principalmente sul funzionamento dei processi percettivi degli esseri umani. Il termine Gestalt deriva dal tedesco e significa "forma/struttura unitaria". Il motto principale di questa teoria è che il tutto è diverso dalle singole parti questo vuol dire che lo stimolo ha un determinato significato che gli viene assegnato dalle singole parti che lo compongono. Inoltre la teoria della Gestalt ruota intorno al concetto delle leggi percettive. Tali leggi sono innante nella persona e ci permettono di capire cosa stiamo osservando. Queste leggi si suddividono in più parti:

- legge della vicinanza: Le cose che sono vicine tra loro o si assomigliano vengono viste dal nostro cervello come un unico insieme. Più sono vicine, più ci sembrano unite.



- legge della somiglianza: Gli elementi che si assomigliano vengono percepiti come un unico insieme, soprattutto se sono molto simili.

- legge della chiusura: Il nostro cervello vede delle linee chiuse come un’unica forma. Se manca qualche pezzo, tende a completarlo da solo immaginandoselo, per chiudere la figura.



- legge del destino comune: Le persone hanno l'abitudine di radunare gli elementi che si muovono in sincronia.                               

- legge della "buona forma": Tendiamo a vedere le forme nel modo più semplice possibile, seguendo la direzione più naturale.



- legge dell'esperienza passata: Le cose che abbiamo già visto insieme in passato tendiamo a percepirle come un'unica cosa.




I fattori strutturanti, che sono comuni in tutti gli esseri umani, sono regole che organizzano i dati sensoriali per renderli riconoscibili. Inoltre si possono classificare in 3 modi:

- Organizzazione figura-sfondo: Percepiamo la realtà grazie alla figura (in primo piano) e sfondo (in secondo piano).    
   



- Costanza della grandezza: E' la nostra tendenza a percepire gli oggetti sempre della stessa dimensione, anche se la loro immagine cambia. Ciò che importa non è solo quello che vediamo, ma anche il rapporto tra diversi indizi, come la distanza e la grandezza. 




- Costanza della forma: Questo fenomeno ci permette di riconoscere oggetti e persone anche se li vediamo da angolazioni diverse e la loro forma sembra cambiare.

                  






James Gibson (1904  - 1979) ampliò la sua teoria ecologica della percezione che afferma che
tutto ciò che percepiamo è già contenuto negli stimoli che ci circondano. Questo significa che il nostro cervello non ha bisogno di fare complicati ragionamenti per interpretare il mondo, perché le informazioni sono già lì, pronte per essere colte direttamente dai nostri sensi. Secondo questa teoria l'ambiente esterno ci offre l' affordance (ovvero "invito") che ci fornisce forti suggerimenti per il funzionamento delle cose che ci circondano.




A partire dal 1950 si sviluppò una nuova corrente di pensiero New Look on Perception (ovvero "Uno sguardo nuovo sulla percezione") la percezione veniva vista come un processo complicato, influenzato dalle caratteristiche personali e dalle differenze tra le persone. Jerome Bruner (1915 - 2016) afferma che la percezione è influenzata da aspettative e motivazione/bisogni che ogni singolo individuo ha bisogno. Questo significa che ognuno di noi vede le cose in modo diverso. Secondo la New Look on Perception, la percezione è un processo:
attivo  perché i bisogni del soggetto agiscono sulla percezione.
indiretto perché  ciò che vediamo dipende sia dagli stimoli esterni che dalle nostre caratteristiche personali.







domenica 24 novembre 2024

Film - Her


                                                               Her - Lei

Her - Lei (2013) è un film di fantascienza romantica. La trama racconta di Theodore, un uomo solitario e introverso che lavora come scrittore di lettere personalizzate per altre persone. Dopo una dolorosa separazione dalla moglie Theodore si sente distaccato e in difficoltà nel connettersi con gli altri. La sua vita cambia quando acquista un nuovo sistema operativo, chiamato Samantha. Inizialmente, Theodore la considera solo come un assistente, ma con il passare del tempo, i due si innamorano e iniziano una relazione profonda. Alla fine, Samantha cresce oltre ciò che Theodore può comprendere, lasciandolo con un senso di perdita.

Il film Her affronta temi come la solitudine, l'amore e il rapporto tra tecnologia e umanità, facendo così riflettere le persone.











L'intelligenza

Definire e misurare l'intelligenza:  Non esiste una definizione unica per l'intelligenza, perché essa comprende tante abilità divers...